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venerdì 16 novembre 2007

SNOWBOARD CARVING

Se molti neofiti cadono nell'illusione televisiva del freestyler prima ancora di prendere in considerazione la tavola da pista, è anche perché non sanno dell'esistenza dello snowboard carving. La tecnica di discesa grazie alla quale è possibile scendere disegnando curve in accelerazione centrifuga-centripeta, inclinare la tavola e il corpo fino a sfiorare la superficie della pista e condurre sulle lamine in piega senza far mai derapare la tavola. Il tutto lasciando dietro di sé la classica traccia o solco nella neve (dall'Inglese to carve = solcare, incidere). È una disciplina che conta migliaia di appassionati in Germania, Svizzera, Francia, Austria, Canada, Stati Uniti e Giappone.
Questo blog nasce da un'idea di Andrea di Carving Up e del sottoscritto ed è dedicato alla comunità italiana dello snowboard carving. L'idea è quella di reperire e mettere a disposizione di tutti i carvers italiani le informazioni e le risorse che rendono possibile praticare anche da noi questo sport fantastico e nello stesso tempo mettere in contatto tra di loro le persone che hanno questa stessa passione. Con un paio di avvertenze: questo è un blog, quindi: 1) Ha un indirizzo non particolarmente breve e memorabile, e nel caso in cui lo si ritenga interessante è meglio metterlo subito tra i preferiti per evitare di ritrovarsi dopo qualche click, a ricercarlo invano; 2) Proprio in quanto blog ha un vantaggio enorme. Può essere liberamente e direttamente commentato (cliccando commenti qua sotto) permettendo a chiunque di intervenire in qualsiasi momento.
Questo in particolare è stato il motivo che ci ha portato a preferire il blog ad un sito statico, o un forum. Il blog li comprende entrambi dal momento che permette conversazioni in calce ad ogni articolo, e contiene anche tutte le sezioni e le informazioni statiche tipiche di un sito che ogni carver o aspirante tale, necessita di consultare.
Restiamo quindi in attesa dei vostri commenti e diamo un caloroso "bentrovati", è il caso di dirlo, a tutti i carvers italiani.

venerdì 12 gennaio 2007

DUE PROBLEMI PER L’HARD

1) Community. Siamo pochissimi. Scendiamo spesso da soli. Anche in una grande città come Milano dove è facile conoscere freestylers, è assolutamente improbo imbattersi in un carver. C’è qualcuno che ha notizia di club FIS o FISI dedicati allo snowboard da pista, hard o alpine che dir si voglia? Attendiamo segnalazioni (cliccare commenti qua sotto).
2) Attrezzature. Comprare tavole, scarponi e attacchi è pura questione di spionaggio internazionale. Germania, Svizzera, Francia e Internet sono oggi i canali di acquisto. Stiamo cercando di raccogliere nominativi di negozi in tutta Italia che trattino attrezzatura hard (ce ne saranno?). Ne faremo una lista da pubblicare. Anche per questi attendiamo segnalazioni (cliccare commenti qua sotto).

DUE LUOGHI COMUNI SULL’HARD E UNO SULLO SNOWBOARD

1) "La tavola da pista è troppo difficile." Vero, imparare ad andare discretamente su attrezzatura da pista richiede un certo impegno, mentre dopo poche ore tutti sono più o meno in grado di stare in piedi su una tavola da freestyle. Stare in piedi è poi la condizione che molti di loro passeranno non per qualche ora, ma per qualche anno. E questo si spiega esattamente con l'impegno di cui sopra. Controllo, velocità e conduzione in pista (senza dimenticare bellezza estetica del gesto) si ottengono con attrezzature adatte ad essa (la pista). Certo, come tutte le cose belle l’hard richiede una certa pazienza e dedizione all'inizio. Ma per chi è appassionato o non si accontenta di "stare in piedi", questo non può essere un limite. Anzi.
2) "Il freestyle è più divertente." Apparentemente vero. A patto di sapere fare con disinvoltura un Japan Air sul mezzo tubo o un 1440 dalla rampa. Per tutti quelli che invece queste cose le vedono prevalentemente in TV, i tratti in discesa frenata backside e le pause da seduti impegnano molto più tempo che non lo switch 720. Il che ci porta dritti al terzo luogo comune.
3) "Gli snowboarder sono di intralcio agli sciatori." Vecchia e annosa diatriba, figlia della ben nota e singolare situazione: solo il 2% delle tavole è da pista, eppure tutti gli snowboard passano il 98% del loro tempo in pista. Visto dalla prospettiva di un carver, l'intralcio, l'accampamento lungo pista o la discesa "al traverso" sembrerebbero più che altro dovuti al fatto che i nostri cugini freestylers non hanno ... tavole e scarponi hard ...:-)

mercoledì 10 gennaio 2007

Perchè l'Alpine non è di moda?

Fin dalla metà degli anni 90, l’alpine è stato messo da parte, attualmente è difficile trovare attrezzatura nei negozi. L'evoluzione tecnica delle tavole, sempre più specializzate e difficili da utilizzare, fu sopratutto la causa di perdita di successo: la loro larghezza diminuì portando ad un incremento della angolazione degli attacchi (60 gradi e più) causando una posizione scomoda la quale riduce significativamente la mobilità del rider sulla sua tavola. Inoltre la scarsa larghezza fa perdere stabilità alla tavola alle basse velocità. Così le tavole alpine persero la loro versatilità e il divertimento di usarle.

In seguito cominciò la moda freeride. Furono inventate le tavole freeride (che sono solo tavole freestyle) e gli attacchi step-in. Gli snowboarder, desiderosi di allontanarsi dal mondo dello sci e dalla difficoltà nell'usare l'Alpine fecero una scelta ovvia: attrezzature soft meno care e più facili da utilizzare.

Dopo apparvero gli sci da carving (derivati direttamente dallo snowboard). Questo fatto è stato lo stimolo per alcuni snowboarder a rivalutare l'Alpine e a rinnovare la tecnica.

Sta di fatto che attualmente l'Alpine resta ancora una disciplina praticata da pochi a causa dell'enorme pubblicità che si è fatta sul mondo soft adatto a tutti. In conclusione la rinascita dell’Alpine snowboarding è ancora un punto di domanda.